Conoscere i serpenti 

Riguardo ai serpenti esistono  numerose leggende e superstizioni
che con l'ignoranza trovano ancora appoggio.

Spesso sentiamo ancora dire che:

Leggendo i giornali, inoltre, non si può fare a meno di osservare come su questi animali imperi una generale ignoranza  naturalistica, spesso favorita da un certo pressapochismo giornalistico  che li chiama in causa con toni dispregiativi:  si va da un "pericoloso rettile" a "viscidi ed infidi animali" o quasi terroristici ... "Terrore in città per un pitone a spasso nel centro"

Molti dicono che queste paure sono istintuali, ma forse invece si tratta semplicemente dell'eredità storica di secoli di disinformazione e plagio culturale.



 
 
 
I Rettili, eredi di un grandioso passato, occuppano  un posto notevole nella considerazione e nella curiosità dell'uomo.
All'inconscio senso di repulsione che molti irrazionalmente provano al loro incontro quasi per un istinto atavico di difesa da una occulta insidia, fa riscontro il grande interesse che la scienza riserva ad essi, in considerazione dell'importante ruolo che svolgono negli equilibri biologici e dell'importanza che ebbero nella storia dell'Evoluzione della Vita.

A ciò vanno aggiunti anche i ben noti motivi di indole pratica, a causa del pericolo che i serpenti velenosi rappresentano per l'esistenza dell'uomo.

La conoscenza di questi animali da parte della maggioranza delle persone è tuttavia molto lacunosa e deformata.
Superstizioni ed errori, radicati nella mentalità e nel costume, soprattutto dei popoli occidentali, ci presentano spesso una idea molto falsata della vita e delle prerogative di questi affascinanti animali, impedendo anche una giusta valutazione dei loro rapporti con noi.

Una migliore conoscenza dei Rettili è quindi necessaria per ridimensionarne le reali insidie, quando sussistono, e per risparmiare da tante inutili ed assurde persecuzioni la maggioranza delle specie, assolutamente innocue e molto utili all'economia della Natura.


 

 
Ed ora conosciamo meglio questi affascinanti animali..... 
La biologia ed il comportamento dei serpenti rivelano aspetti che per lungo tempo sono sembrati incomprensibili.
Come possono muoversi velocemente senza le zampe?
Come fanno ad uccidere la preda con un solo morso?
Come riescono ad ingoiare prede intere anche molto più grandi delle loro mascelle?
Attorno a queste creature, quasi misteriose, sono così nati miti e leggende.
I serpenti possono essere visti come affascinanti o terrificanti. Sono predatori, come lo sono aquile, tigri e squali, e sebbene possiamo provare una insinuante attrazione per il loro aspetto ed il loro modo di muoversi, sappiamo che alcuni possono essere pericolosi.
Per gli stessi serpenti questo fatto comporta una spiacevole conseguenza, dovuta alla paura e alla ignoranza, dato che spesso vengono uccisi alla sola "vista".
In realtà solo un limitato numero di specie può essere pericolosa per l'uomo!

Nel mondo dei serpenti vi sono molti altri aspetti interessanti: 
la loro differente morfologia, i comportamenti, i sistemi di difesa, le abitudini riproduttive ed alimentari.

Recentemente i ricercatori hanno sperimentato nuove tecniche di monitoraggio dei serpenti in natura, dimostrando che questi animali svolgono un importante ruolo nell'ordine naturale.
Allo stesso tempo, naturalisti amatoriali, forse preoccupati dalla velocità con cui flora e fauna stanno scomparendo dalla nostra vita, hanno cominciato a notare ed apprezzare la loro bellezza.

IL SERPENTE e L'UOMO
La naturale curiosità umana, porta inevitabilmente alla brama di conoscere tutto ciò che è inconsueto.
Quanti di voi hanno già avuto la fortuna (perché di fortuna si tratta) di incontrare e vedere un serpente nel suo ambiente naturale?
Questo animale infatti è molto timido e rifugge l'uomo. Se sorpreso, normalmente rimane immobile, sfruttando la sua capacità di mimetizzazione per non farsi vedere.
Se avete l'abitudine di passeggiare nei boschi, nei prati o addirittura sulle strade, vi sarà sicuramente capitato di imbattervi in un serpente che, protetto proprio da questo mimetismo, vi ha lasciato passare senza nemmeno preoccuparsi.
Malgrado questa brama di conoscere è incredibile vedere il livello di ignoranza che ancora oggi, nel duemila, circonda questo animale.

Il problema maggiore è dato da un'infinità di storie antiche, leggende o credenze popolari perlopiù con risvolti drammatici, in cui il serpente o rettile è dipinto come un essere sinistro che sfrutta ogni buona occasione per fare del male.
Il serpente invece, attacca solo in caso di minaccia reale ed attende sempre l'ultimo momento, quando per lui non vi è che una sola ed unica scelta: colpire o essere colpito. 

A fronte di circa 2700 specie di serpenti conosciuti, solo il 10% circa sono velenosi e solo una parte ancora più piccola è pericolosa per l'uomo. 
A causa di questa esigua minoranza, i rettili sono oggetto di repulsione, ribrezzo e terrore irragionevole.
Spesso nei film viene mostrato il serpente come un animale aggressivo, uccisore e mangiatore di uomini. Poco importa se ciò rispecchia la realtà o se l'animale è compatibile con l'ambiente in cui è riprodotto. L'importante è fare sensazione.
Nella maggior parte di questi casi, gli animali interpretano la parte del cattivo e vengono uccisi per la salvezza dei protagonisti e la gioia degli spettatori.
 

IL SERPENTE e L'ECOSISTEMA
Il ruolo svolto dai serpenti nell'equilibrio biologico è importantissimo.
Facendo riferimento ad esempio alla vipera, uno studio ha dimostrato che su una densità di cinque di questi animali per ettaro, vengono inghiottiti circa 225 roditori l'anno (per ettaro!)
Considerando le potenzialità riproduttive dei roditori, vi lascio immaginare cosa accadrebbe se queste vipere venissero decimate o addirittura eliminate.
Qualcosa del genere sta già succedendo nelle piantagioni di riso in India, dove dati i numerosi incidenti dovuti soprattutto al fatto che i lavoratori operano nelle riserie a piedi nudi, da anni si stanno uccidendo i cobra che vi abitano. Questa strage ha causato un aumento sproporzionato del numero di ratti, i quali arrecano notevoli danni alle piantagioni.
 

MITOLOGIA
Il serpente occupa un posto molto particolare nella psicologia umana. Esso ha sempre avuto un'importanza enorme ed è stato preso  in considerazione sotto molti aspetti. 
A seconda dei periodi di civilizzazione e delle razze, il serpente viene considerato tutt'ora  un oggetto di repulsione o di venerazione :

  • in Occidente è un'animale ripugnante e malizioso; seducendo Eva trascinò tutta l'umanità nella sua caduta. L'uomo per causa sua, perdette l'innocenza e l'immortalità; da qui la collera di Dio che lo condanna per l'eternità a strisciare sul ventre e mangiare polvere.
  • Incarna a volte la cattiveria, la perfidia, la lussuria e pure la longevità, il vigore sessuale, la vita. Il cobra albino è simbolo supremo della fertilità per gli induisti: rende feconde le donne e porta le piogge che fertilizzano la terra. Immagine mitica anche dell'immortalità: a lungo l'uomo lo ha creduto capace di ringiovanire all'infinito.
  • In realtà il cobra vive 20-25 anni ma durante la sua esistenza, inganna la vecchiaia e l'usura del tempo cambiando semplicemente la pelle !
In Cambogia il "serpente gigante" è creduto responsabile delle eclissi di luna;  come il serpente mangiatore di uova che le inghiotte in un sol boccone, così fa anche il serpente gigante con la luna (!).

In breve il serpente è visto come essere diabolico (mediatore del diavolo, protettore di tesori, simbolo di potere, simbolo del male, istigatore al peccato…) che come idolo (simbolo della medicina, simbolo di resurrezione, simbolo di eterna giovinezza, sangue con potere afrodisiaco).
 

LA PELLE
La pelle dei serpenti è duttile, liscia ed asciutta; è ricoperta di squame che si accavallano l'una sopra l'altra. 
Queste squame possono essere lisce, come ad esempio nei boidi o nei colubridi, oppure carenate (piccola sporgenza longitudinale) come nei viperidi.
Tra le squame la pelle è più fine e forma delle pieghe che assicurano al serpente un'elasticità e la dilatazione necessaria alla mobilità ed ingoiare prede voluminose.
Lo strato superiore, l'epidermide, è costituita da una sostanza cornea, la cheratina che funge da scudo di protezione. Quando lo strato esterno perde la sua elasticità e diventa troppo piccolo per il serpente, viene semplicemente sostituito. La nuova epidermide si forma sotto la vecchia e una secrezione lattiginosa separa i due strati provocando una perdita di nitidezza (gli occhi appaiono biancastri).
Durante questa fase il serpente per 7-8 giorni è praticamente cieco e si nasconde. Una volta che la vista ridiventa normale, la muta inizia.
La frequenza della muta di un rettile dipende soprattutto dalla velocità di crescita di quest'ultimo oltrechè dall'età, dalla specie ed altri parametri.
Come tutti i vertebrati, i serpenti hanno delle terminazioni sensoriali sparse su tutta la pelle. Alcune specie come il serpente a sonagli, possiedono inoltre dei captatori termici capaci di distinguere scarti termici di frazioni di grado centigrado.
 

GLI OCCHI
I serpenti sono sprovvisti di palpebre, ma sono protetti da una membrana cornea trasparente e fissa che viene sostituita durante la muta; tra questa membrana e l'occhio, corre il liquido lacrimale.
Gli occhi sono in grado di reperire soprattutto i corpi in movimento in un campo visivo molto vasto senza però fornire un'immagine dettagliata. 
La pupilla può essere tonda o verticalmente ellittica.
 

APPARATO UDITIVO
I serpenti a differenza dei sauri, non hanno né membrana uditiva (timpano) né orecchio medio né tromba di Eustachio. Sono dotati di terminali nervosi che collegano la mandibola all'orecchio interno, questo permette loro di captare le più minime vibrazioni generate da un animale (per esempio un topolino) che scorrazza a parecchi metri di distanza. 
Con questo sistema risultano sensibili solamente a frequenza molto basse; alle frequenze vocali i serpenti sono quindi praticamente sordi.
 

LA LINGUA
L'organo di Jacobson è l'organo olfattivo per eccellenza. 
Il continuo slinguettare dei serpenti serve unicamente a raccogliere le minuscole particelle in sospensione nell'aria che trasportano informazioni quali odore, umidità e la temperatura dell'ambiente circostante e non è dunque assolutamente un atteggiamento di intimidazione, ma corrisponde al nostro annusare. Ritirandosi la lingua deposita queste particelle sull'organo Jacobson, incaricato di selezionarle e di trasmettere le informazioni al cervello. 
Senza lingua il serpente è destinato a morire, data l'impossibilità di reperire le sue prede durante la caccia.
 

LA DENTATURA
Malgrado non siano atti alla masticazione, i denti dei serpenti hanno dei compiti fondamentali. 
Sono disposti su sei file: quattro sopra e due sotto.
Per supplire all'assenza di arti da usare per la caccia, i serpenti non velenosi afferrano la preda con i denti; acuminati e ricurvi verso la gola, non danno scampo alla vittima che viene poi uccisa, soffocata fra le spire.
I costrittori, come il Boa o i Pitoni, avvolgono il corpo attorno alla preda e stringono le spire fino a soffocarla; la vittima muore per asfissia.
Le spire servono anche ad accelerare il processo di uccisione limitando il flusso del sangue. 
Un costrittore asfissia la preda attorcigliando il corpo attorno ad essa e stringendo fino all'arresto respiratorio.
Alcuni serpenti velenosi (con dentatura proteroglifa) sono dotati di speciali denti usati come una siringa; con questi, iniettano il veleno nella preda che poi lasciano allontanare. Essa viene poi reperita in un secondo tempo ed inghiottita spingendola verso la gola, con l'ausilio dei denti. 
Altri serpenti (con dentatura opistoglifa) invece afferrano la preda con i denti anteriori (che non conducono veleno) e, quasi a masticare, portano la preda nella parte posteriore della loro bocca per poi muovere le zanne mobili conducenti il veleno che iniettano fino a stordire la preda e così poterla ingoiare.
 

SERPENTI VELENOSI (Proteroglifi e Opistoglifi)
I serpenti velenosi, in relazione alla posizione delle zanne sul palato, vengono distinti in Opistoglifi (con i denti del veleno situati profondamente nella cavità orale) ed in Proteroglifi (con zanne in posizione anteriore).
I due gruppi, pure disponendo di ghiandole velenifere, in taluni casi egualmente tossiche, presentano diversa pericolosità proprio a motivo di questa disposizione delle zanne che, nel caso dei Proteroglifi, sono meglio disposte per penetrare nelle carni della vittima ed inoculare il veleno.
Le specie più temibili quali il cobra, le grosse vipere o i mamba sono tutte proteroglifi.
 
 

In base alle conoscenze attuali, i serpenti, uno dei grandi gruppi di rettili, apparvero nel panorama zoologico 100-150 milioni di anni fa; oggi ne esistono circa 2700 specie tutte differenti tra loro pur avendo, in comune,  molte caratteristiche morfologiche come la copertura di squame, essere privi di zampe, una lingua biforcuta ed occhi privi di palpebre.
I serpenti di grandi dimensioni sono pochi (anche se attirano maggiormente l'attenzione); la maggior parte dei serpenti misura meno di un metro e mezzo di lunghezza.
A differenza degli uccelli e dei mammiferi, i serpenti non sono in grado di migrare o di spostarsi su lunghe distanze; sono quindo molto dipendenti dalle condizioni dei luoghi ove vivono.
Poichè ogni habitat è differente, per sopravvivere ogni specie ha dovuto adattarsi; tenendo comunque presente che i più importanti fattori ambientali che condizionano la vita dei serpenti sono : TEMPERATURA, LUCE, ACQUA.

I serpenti sono diffusi soprattutto nelle regioni calde del globo; di mano in mano che ci si sposta verso i Poli, il loro numero decresce rapidamente ed una sola specie, il marasso palustre o Vipera berus, la si ritrova sino oltre il Circolo Polare Artico.
Quando la temperature scende al di sotto di certi valori, il serpente si intorpidisce, perde la sensibilità, si immobilizza e, quindi, muore.
 
 

Come sono disposti gli organi interni di un serpente ?

La distribuzione e la forma degli organi interni degli Ofidi sono profondamente condizionate dalla struttura allungata tipica di questi rettili.

Il cuore ha la forma di un ovale asimmetrico, avendo la parte destra più sviluppata della sinistra.
I polmoni sono forse gli organi che hanno subito le maggiori modificazioni; infatti il sinistro (nei Viperidi) è in genere completamente atrofizzato, rudimentale (nei Crotalidi ed in taluni Colubridi) e rimane, ma con dimensioni ridotte solo in pochi casi (per esempio nei Boidi).
Il polmone destro ha una forma cilindrica ed in alcune specie occupa quasi tutta la lunghezza del corpo del serpente.
La lunghezza dell'intestino, in rapporto alla lunghezza totale del rettile, varia molto; per esempio, l'intestino dei Typhlops è quasi rettilineo (occupa il 28% della lunghezza); mentre nel genere Python, più convoluto, ne occupa il 75 per cento.
Il fegato, posto di fianco al polmone destro, possiede il lobo destro più grande del sinistro e le sue dimensioni possono raggiungere metà dell'intera lunghezza dell'animale.
Anche i reni acquistano una forma allungata perdendo la loro tipica struttura a fagiolo; inoltre non si trovano più affiancati, ma si sfasano ed il rene destro precede il sinistro.
Lo stesso dicasi per i testicoli e le ovaie, posti in posizione cefalica rispetto ai reni ed anch'essi sfasati e molto allungati, con l'organo di destra sempre anteriore rispetto al sinistro.
 

 

Il colubride Alsophis antiguae è tra i serpenti più rari del mondo e vive solo sull'isola che ne ha ispirato il nome (Antigua).
Nel 1985 ne esistevano solo 80 esemplari adulti.
Il declino di questo serpente è stato causato dall'uomo con l'introduzione nell'isola dei ratti che ne hanno decimato la popolazione.

Purtroppo i serpenti sono scomparsi da molte aree dove un tempo erano comuni, proprio mentre noi stiamo per capire la loro importanza sul nostro pianeta. I serpenti non hanno la capacita'àdi rispondere velocemente alla distruzione dell'habitat causata dall'incessante sviluppo urbano, dall'agricoltura intensiva e dall'inquinamento; così essi hanno bisogno dell'aiuto umano per poter sopravvivere.

 
 

 

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